La storia dell’Hotel Marligure e della sua Bordighera
Sull’edificio di Via Aurelia 22 non ho documenti notarili. Quello che so lo ricavo dagli archivi della Camera di Commercio di Imperia, dai vecchi elenchi PagineGialle (l’hotel risulta listato già nelle edizioni di metà anni ’90, con la stessa numerazione di camere), e dal fatto che la posizione è tipica di una costruzione del dopoguerra ligure — strada principale, fronte mare, niente decorazioni Liberty come gli alberghi storici del centro.
Probabile che l’Hotel Marligure sia nato durante il boom turistico degli anni ’50-’60, quando la Riviera dei Fiori si riempì di tre stelle medio-piccoli per famiglie italiane in vacanza al mare. Le 39 camere lo rendevano una struttura di medie dimensioni — non un grande albergo da congressi, ma neanche una pensioncina familiare. Una via di mezzo da gestione famigliare, che è il modello classico dell’ospitalità ligure.
Bordighera prima dell’Hotel Marligure
Per capire dove sorgeva l’albergo serve sapere com’era Bordighera molto prima. Nell’Ottocento questa cittadina di costa era un piccolo borgo di pescatori e olivicoltori. Tutto cambia nel 1855, quando lo scrittore inglese Giovanni Ruffini pubblica Il dottor Antonio, un romanzo ambientato proprio qui. Gli inglesi lo leggono. Iniziano a venire. Negli anni ’80 dell’Ottocento Bordighera è di fatto una colonia britannica — la chiesa anglicana è la seconda costruita in Italia dopo quella di Roma.
Nel 1879 arriva la regina Margherita di Savoia, che si farà costruire una villa qui (l’omonima Villa Margherita, oggi sede del Comune). Nel 1884 ci arriva Claude Monet — passa quattro mesi a Bordighera dipingendo cinquanta tele, fra cui le famose viste dei giardini Moreno e l’Aurelia stessa. Charles Garnier, l’architetto dell’Opéra di Parigi, sceglie Bordighera per la sua casa di villeggiatura: la Villa Garnier che oggi è a 1,8 km dal nostro indirizzo, in posizione panoramica.
Quando l’Hotel Marligure viene costruito, decenni dopo, tutta questa storia è già sedimentata. Bordighera ha perso la sua aria coloniale britannica (le due guerre mondiali hanno fatto la loro parte) ed è diventata destinazione di turismo italiano di massa. L’Aurelia, dove sorge l’albergo, era la spina dorsale della regione — vecchia strada consolare romana costruita nel 241 a.C. dal console Aurelio Cotta per collegare Roma alla Gallia.
L’edificio di Via Aurelia 22
L’edificio aveva caratteristiche da albergo di metà secolo:
- 39 camere disposte su più piani con ascensore
- 82 posti letto totali
- Camere con balcone, telefono, TV color, cassaforte e wifi (aggiornato col tempo)
- Ristorante interno con cucina anche dietetica
- Bar e piano bar
- Sala TV e sala lettura
- Solarium e giardino
- Parcheggio privato e autorimessa
- Sala congressi piccola
Su TripAdvisor ha accumulato 92 recensioni nell’arco della sua vita digitale. Punteggio medio 3,6 su 5 — i pareri migliori andavano a Posizione (4,1) e Pulizia (3,8), i meno entusiasti a Servizio e Stanze (entrambi 3,5). È il profilo classico di un tre stelle onesto: stanze un po’ datate, ma bene gestito e in un posto eccezionale.
Perché ha chiuso
Non posso dire con certezza quando sia stata l’ultima notte ospitata. Il dominio è stato rilasciato a maggio 2026, il che significa che la struttura non opera più sotto questo nome — vuoi per chiusura definitiva, vuoi per cambio di gestione e rebrand. Il settore alberghiero ligure ha perso fra il 2010 e il 2025 oltre il 20% delle strutture indipendenti di piccola-media dimensione, sostituite da B&B di proprietà oppure da catene. La storia del Marligure rientra in questo trend più ampio.
Cosa resta
L’edificio fisico sta ancora lì, in Via Aurelia 22. Per chi vuole vederlo, come arrivare a Bordighera racconta i mezzi. E se interessa la Bordighera contemporanea — quella che continua a vivere dopo il Marligure — c’è una pagina apposta su cosa fare in zona.
Le informazioni storiche su Monet, Garnier e la regina Margherita sono verificabili negli archivi del Comune di Bordighera. I dati sulla struttura provengono dai documenti del sito originale (snapshot Wayback Machine 2018) e dalla scheda TripAdvisor del Marligure.